Piccola veduta di Calvi Risorta
Castello Aragonese
DA VISITARE
Da visitare: il Monumento ai Caduti, il Palazzo del Municipio e il Seminario, retto dai Padri Passionisti. A Calvi Antica, per grande interesse storico-culturale, si trova la Chiesa Madre, la Cattedrale Romanica (sec.XI), Monumento Nazionale, dedicata all’Assunta, venerata da "San Casto", cittadino caleno, Vescovo e Martire del I sec., Protettore di Calvi Risorta, il cui culto risale all’età degli Apostoli. Della costruzione romanica rimangono tre absidi, il muro esterno di una navata, le linee generali della facciata e un sarcofago dell’VIII secolo. L’interno custodisce numerose opere d’arte, tra le quali la Cattedra e il Pulpito di S. Casto, medioevali, la Pala d’altare e la Sagrestia affrescata nel 1700 dal Mozzillo con le effigi dei Vescovi dell’antichissima Diocesi di Calvi. Interessante è la Cripta con n. 21 colonne di granito cipollino e pregiatissimi diversi capitelli, provenienti dall’antica Cales. Nel Borgo si trovano anche i resti del Castello e il settecentesco Seminario Apostolico, fondato da Mons. Filippo Positano (1720-1732), visitato da Papa Benedetto XIII il 16 maggio 1727. Mons. Giuseppe Maria Capece Zurlo (1756-1782), divenuto poi Arcivescovo-Cardinale di Napoli, fece così mirabilmente rifiorire il Seminario nella scienza e nella pietà che, stando alle cronache del tempo, "il Seminario di Calvi poteva ben dirsi l'albergo delle Scienze e delle Muse". Delle frazioni si citano le chiese di San Nicola, di San Silvestro, di S. Nicandro, la Piccola Lourdes e i Palazzi Mandara, Gaito, Sanniti-Zona e Cotecchia. L’archeologia comprende avanzi dell’Anfiteatro, ruderi di Terme e d’un edificio termale, cavea del Teatro, resti di un Tempio, ruderi di monumenti sepolcrali, tratti della cinta muraria, il cosiddetto "Ponte delle Monache", i resti della Chiesa di San Casto Vecchio. Si consiglia l’escursione alla Grotta dei Santi, praticata nel tufo dai monaci di San Basilio, venuti a Calvi dall’Oriente, dove vigeva la persecuzione degli iconoclasti, con circa 30 affreschi alle pareti (secoli X e XI), e alla Grotta delle Formelle, scavata nel tufo e con affreschi della medesima epoca. Attualmente, la Cattedrale Romanica, il Seminario settecentesco, il Castello Aragonese e tutto il comprensorio, come per Legge 01.06.1939 n.1089 sulla tutela delle cose di interesse artistico o storico, sono vincolati: archeologicamente con i Decreti Ministeriali del 05 Ottobre 1995, a seguito del D.L. 03.02.1993 n.29, e del 30 Giugno 1998; architettonicamente e paesaggisticamente con Decreto Ministeriale del 13 Maggio 2000 ai sensi del D.L. 29 Ottobre 1999, n.490 e prot.4704 del 2.3.2000, con Dichiarazione "d’interesse particolarmente importante", ai fini della "salvaguardia dell’integrità di detti immobili e delle loro condizioni di prospettiva, luce, cornice ambientale e decoro".
Calvi Risorta - Frazione di Visciano
LA STORIA
Calvi sorge sul luogo della città aurunca di Cales, che fu crocevia di grandi civiltà antiche: l'aurunca, l'etrusca, la latina, la sannitica. Fu occupata da Marco Valerio nel 335 a.C., che vi dedusse una colonia di diritto latino di 2.500 uomini per il controllo di un'area ritenuta di rilevante importanza strategica. Cadde nel dominio dei Sanniti nel 298 a.C.; contraria ad aiutare Roma contro Annibale nel 219 a.C., subì per punizione l'imposizione di tributi doppi; cadde nel potere di Annibale nel 211 a.C., ma venne ripresa dai Romani e riferita come "municipium" da Cicerone e Orazio.
Era famosissima per la ceramica che diffuse in tutta Italia; i "vasi caleni" erano coperti di vernice lucida e nera e decorati con motivi ornamentali e figurati, che ricalcavano quelli dei vasi in bronzo e argento. Assai interessante è la ricca produzione coroplastica attestata dal ritrovamento di migliaia di ex-voto, tra cui statue, rilievi fittili, testine, vasetti miniaturistici. Famoso fu il suo vino e la fabbricazione degli attrezzi agricoli, tra cui il "calesse", vettura con mantice a due ruote e a un cavallo, senza sedile per il cocchiere. La città, mai completamente abbandonata, divenne nel IV sec. sede vescovile. Nel Medioevo l'arce della città antica fu racchiusa da nuove mura, all'interno delle quali, sui resti di un tempio, fu fondata la Cattedrale romanica di "San Casto" (sec.XI); poi, su un precedente impianto di epoca longobarda, sorse il Castello Aragonese (sec. IX) a pianta quadrata con torri cilindriche angolari, nei pressi del quale furono costruiti la cosiddetta Dogana Borbonica, piccola costruzione a pianta quadrata con cupola ribassata, e il Seminario vescovile settecentesco. Fu feudo delle famiglie Del Balzo, Monforte e Marzano.
Il CASTELLO
Il castello si presenta come una tipica fortificazione di epoca aragonese con pianta quadrata e quattro torri cilindriche a base scarpata, innestate agli angoli. Probabilmente fu costruito proprio sul posto del resistente castello longobardo di cui parla Erchemperto, incorporandone le residue strutture
E quasi sicuramente questa è la sua origine, ma dal momento che molte delle sue caratteristiche architettoniche sono comuni pure a fortificazioni di età angioina, se non addirittura sveva, e dando comunque per scontato che nell'arce calena esisteva una roccaforte fin dall'alto medio evo, converrà allora mantenersi più prudenti in ordine alla sua classificazione e dire che il castello con tutta probabilità fu rifatto o restaurato al tempo degli Aragonesi, dopo aver subito proprio in quest'epoca uno dei più feroci e devastanti assedi della sua storia.
Situato alle porte settentrionali della pianura campana, il castello di Calvi aveva una funzione di controllo sulla vecchia Via Latina, un'arteria stradale che ancora nel basso medio evo assicurava la maggior parte dei collegamenti tra Roma e la Campania, ciò soprattutto in dipendenza del fatto che l'Appia, l'altra grande strada consolare, risultava del tutto impraticabile all'altezza delle paludi pontine.
Il castello di Calvi appare allineato perfettamente alle concezioni dell'architettura militare.
Così come si accennava, esso si mostra con quattro torri angolari che serrano delle cortine murarie innalzate su di una pianta quadrangolare.
Altra caratteristica delle torri calvesi e data dal fatto che esse non risultano piene nella loro parte inferiore, così come accadeva nell'alto medio evo, bensì vuote, con varie finestrelle e feritoie dietro le quali trovavano posto i balestrieri e gli archibugieri.
Calvi Risorta - Frazione di Zuni
Calvi Risorta - Frazione di Petrulo